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Utenza non residente in bolletta: quanto costa in più e come correggerla

È una sola parola in bolletta, ma può costare intorno ai 100 € all'anno. Succede spesso dopo un trasloco o un subentro, quando il contratto viene attivato senza indicare la residenza.

Aggiornata a novembre 2026

Dove si trova

Cerca la voce Tipologia cliente o Tipo di utenza, di solito nei dati tecnici della fornitura o negli elementi informativi essenziali. Le diciture più comuni sono "Domestico residente" e "Domestico non residente".

Perché il non residente paga di più

Le regole di ARERA trattano la seconda casa in modo diverso dall'abitazione principale. Per un'utenza non residente:

Esempio reale (bolletta giugno–luglio 2026). Quota fissa ASOS: 7,40 € a giugno e 7,92 € a luglio. Solo questa voce vale circa 90 € all'anno, a cui si somma l'accisa piena e l'IVA. Su un consumo da appartamento la differenza supera facilmente i 100 € l'anno.

Come passare a residente

  1. Verifica di avere la residenza anagrafica a quell'indirizzo (non basta abitarci di fatto).
  2. Chiedi al fornitore il modulo di autocertificazione della residenza. Di solito si trova nell'area clienti o si ottiene dal servizio clienti.
  3. Invialo compilato e firmato con un documento d'identità.
  4. Controlla le bollette successive: la tipologia deve cambiare in "residente".

Il cambio vale di norma dalla data in cui il fornitore riceve l'autocertificazione: non viene rimborsato il passato, per questo conviene farlo subito.

Quando è giusto essere non residente

Se la casa è davvero una seconda casa (vacanze, immobile vuoto, casa data in uso senza residenza), la tipologia è corretta. Dichiarare il falso nell'autocertificazione non è consentito.

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Mandaci la bolletta: la leggiamo voce per voce e ti diciamo gratis se stai pagando troppo. Se il tuo contratto è già buono, te lo diciamo.

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