Utenza non residente in bolletta: quanto costa in più e come correggerla
È una sola parola in bolletta, ma può costare intorno ai 100 € all'anno. Succede spesso dopo un trasloco o un subentro, quando il contratto viene attivato senza indicare la residenza.
Dove si trova
Cerca la voce Tipologia cliente o Tipo di utenza, di solito nei dati tecnici della fornitura o negli elementi informativi essenziali. Le diciture più comuni sono "Domestico residente" e "Domestico non residente".
Perché il non residente paga di più
Le regole di ARERA trattano la seconda casa in modo diverso dall'abitazione principale. Per un'utenza non residente:
- Oneri di sistema con una quota fissa mensile: oltre alla parte legata ai consumi, il non residente paga una quota fissa per gli oneri (componente ASOS) che il residente non paga.
- Niente agevolazione sull'accisa: le utenze residenti con potenza fino a 3 kW hanno un'agevolazione sui primi consumi, a certe condizioni. Il non residente paga l'accisa su ogni kWh.
Come passare a residente
- Verifica di avere la residenza anagrafica a quell'indirizzo (non basta abitarci di fatto).
- Chiedi al fornitore il modulo di autocertificazione della residenza. Di solito si trova nell'area clienti o si ottiene dal servizio clienti.
- Invialo compilato e firmato con un documento d'identità.
- Controlla le bollette successive: la tipologia deve cambiare in "residente".
Il cambio vale di norma dalla data in cui il fornitore riceve l'autocertificazione: non viene rimborsato il passato, per questo conviene farlo subito.
Quando è giusto essere non residente
Se la casa è davvero una seconda casa (vacanze, immobile vuoto, casa data in uso senza residenza), la tipologia è corretta. Dichiarare il falso nell'autocertificazione non è consentito.
Vuoi che la controlliamo noi?
Mandaci la bolletta: la leggiamo voce per voce e ti diciamo gratis se stai pagando troppo. Se il tuo contratto è già buono, te lo diciamo.
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